Il maestro d’ascia una professione in via d’estinzione.

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di Cosmo Di Mauro
Quando una barca in legno muore va via con essa un pezzo di storia, il periodo di costruzione quanti anni ha vissuto, i proprietari, il costruttore, i luoghi dove é stata ospitata, sono indicatori e conservano un pezzo della nostra vita.
In una giornata di fine luglio, il mare in tempesta il rumore del vento, spiaggia lunga, si diventa tristi nel vedere i resti di quella che é una delle  ultime barche in legno che il mare ha sbalzano sulla battigia distrugendola.
Passeggiando per le spiagge di Vietri sul Mare, ma anche in generale sulle spiagge della costiera amalfitana e più in generale in tutto il sud Italia, é sempre più raro avvistare gozzi imbarcazioni, piccoli natanti e barche in legno. E pure il maestro d’ascia è un antichissima arte, che andrebbe tutelata, in forte diminuzione anzi quasi in via d’estinzione, nonostante l’importante tradizione del borgo marinaro oggi si può tranquillamente affermare che la piccola cantieristica, e tutti i lavori legati alla diportistica sono praticamente scomparsi, ed in alcuni casi riconvertita.
Eppure la    barca in legno ha rappresentato e rappresenta per il nostro paese un forte impatto per le tradizioni, per l’identità e per la memoria marinara, al punto di essere contenuta nel simbolo originario del nostro comune.
La ricostruzione dell’identità, che anostro avviso é fondamentale, passa inesorabilmente per una politica di tutela di una “memoria locale” che deve  salvaguardiare,  quelle arti e mestieri legati al mare ed alla cantieristica, ma anche mediante la ricognizione  della realtà costiera, ed anche da una mappatura delle imbarcazioni, che sono una peculiarità, dalle vicende storiche ed economiche del paese.
Il rapido sviluppo economico del Novecento ha determinato cambiamenti così radicali sul paesaggio costiero, che oggi è difficile rintracciare nelle città della costa le radici antiche delle comunità marinare, che le hanno fondate e abitate nel corso dei secoli. Non resta che rintracciare la “memoria” di questa civiltà in antichi documenti, in cronache locali o attraverso la tradizione orale delle ultime generazioni della stagione della pesca velica o della piccola navigazione commerciale.
Le scoperte e le risorse in esse contenute potranno avere risvolti inimmaginabili anche sull’economia.

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