Gli italiani diventano sempre più digitali ma le relazioni tornano tradizionali

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A breve non si indosseranno più i comunissimi occhiali da sole ma gli Spectacles. Gli occhiali-telecamera che non sono più prerogativa del famosissimo James Bond ma un accessorio che tutti potranno indossare per registrare brevi video da 10 a 30 secondi chiamati in gergo «snap» che potranno essere condivisi in rete in tempo reale. E non solo occhiali con la telecamera, ma anche smartwatch, smartband, fitness tracker e via dicendo. Sono i «wearable», i «dispositivi indossabili» che secondo SpeedDate.it, il portale che offre ai single il modo più veloce e divertente per incontrare nella vita reale gente nuova e nuovi potenziali partner, entro il 2020 saranno oltre un miliardo. «Oggi invece i wearable in circolazione sono “appena” 120 milioni» puntualizza Roberto Sberna, direttore generale di SpeedDate.it, secondo il quale i dispositivi indossabili oltre a far crescere in maniera esponenziale l’Internet of Things (IoT) e quindi il traffico di informazioni porterà ad una rivoluzione nel modo di relazionarsi delle persone. «É come se ogni anno si postassero 87 triliardi di foto su Instagram» spiega Roberto Sberna. I nuovi dispositivi porteranno infatti a produrre un volume esponenzialmente maggiore di dati: 1.200 MB di dati ogni mese per ciascun individuo. E così i dati in rete, che oggi ammontano a 30 exabyte annui, nel 2020 arriveranno a 400 exabyte, l’equivalente di 273 milioni di messaggi di testo al secondo. Cosa cambierà nelle abitudini degli italiani? «Molto è già cambiato: basti pensare che oggi ad acquistare una vacanza su Internet è l’89% degli italiani, contro il 6% di chi preferisce l’agenzia di viaggi ed il 5% di chi preferisce contattare direttamente le strutture ricettive» risponde Giuseppe Gambardella, fondatore di SpeedDate.it, e di SpeedVacanze.it, portale quest’ultimo che per primo ha introdotto in Italia l’esclusiva formula dei viaggi e delle crociere di gruppo per single. Ma la vera rivoluzione deve ancora arrivare. E sarà una sorpresa, perché secondo gli analisti di SpeedDate.it tutto sarà più digitale, ma non il modo di relazionarsi che tornerà ad essere più tradizionale. Anzi sarà proprio l’eccessiva diffusione del digitale a spingere poi ad una fuga verso il mondo reale per quanto riguarda le relazioni. Già ad oggi la «digitalizzazione delle relazioni» ha portato molti di coloro che sono alla ricerca di un partner a ricorrere ai social network o alle app con risultati spesso disastrosi. E la gente ha cominciato ad accorgersene. «Sulle chat e sulle app, utilizzate oggi dal 68% dei single che cercano in questo modo di trovare la loro anima gemella, il numero di donne è 10 volte maggiore rispetto a quello degli uomini. Così per arrivare a 20 incontri bisogna invece attendere più o meno un anno» sottolinea Roberto Sberna. SpeedDate.it si propone invece di tornare all’origine, ma in maniera innovativa. Perché gli incontri vanno incentivati, soprattutto proponendo servizi di eccellenza che possano essere accessibili a tutti, con un’offerta profilata per ogni singola esigenza. A volte bastano piccoli accorgimenti: SpeedDate.it ha ad esempio portato nella vita reale il “Super Like”, «sdigitalizzandolo». Alle serate organizzate da SpeedDate.it accanto alle risposte «mi piace» e «non mi piace» che tradizionalmente caratterizzano lo speed date si è infatti aggiunto il “Super Like” che permette a ogni partecipante di avere maggiori chance con la persona scelta, esprimendo un interesse ancora più forte. E se si incrociano 2 “Super Like” si ottiene perfino un “Super Match”. «Poiché alle persone piace sapere che qualcuno le trova speciali, il “Super Like” consente di arrivare ad un numero più elevato di incontri per ciascun partecipante» conclude orgogliosamente Giuseppe Gambardella, ideatore di SpeedDate.it e quindi portavoce del più importante sito di incontri reali in Italia, dove però gli incontri sono sempre “face-to-face” e dove ogni serata si conoscono almeno 20 persone in carne ed ossa

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