Fino al 28 febbraio la mostra “Salerno in particolare”

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Sono state svariate migliaia le persone che hanno partecipato al complesso progetto Salerno in particolare – Beni culturali e innovazione, realizzato dal Dipartimento di Scienze del Patrimonio culturale (DiSPaC) dell’Università degli Studi di Salerno, nell’ambito delle attività promosse dal Distretto ad Alta Tecnologia per i Beni Culturali (Databenc), in collaborazione con la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province di Salerno e Avellino.Protagonista indiscusso del progetto, sviluppatosi nell’arco di oltre tre mesi a partire dallo scorso mese di novembre, è stato il Centro storico di Salerno, fulcro dell’identità storica, politica e culturale della città. 

Numerosi gli eventi programmati: una interessante mostra, un video sugli scorci più nascosti del Centro storico, le conversazioni con la città, una cartografia interattiva del patrimonio monumentale fruibile a Palazzo Ruggi, Palazzo Fruscione e presso il Museo virtuale della Scuola Medica Salernitana, nonché innovative installazioni multimediali e due app, una per la guida ai sarcofagi del Duomo di Salerno e l’altra – più ampia- dedicata al Centro storico nel suo complesso.  

Vista la pressante richiesta di poter visitare la mostra e le installazioni, proveniente soprattutto dalle Scuole del territorio di riferimento, si è deciso di prorogare l’evento fino al 28 febbraio. 

A Palazzo Ruggi D’Aragona (via Tasso 46, Salerno), dunque, sarà ancora possibile ammirare la suggestiva Mostra “Salerno in particolare – Immagini del centro storico” (lunedì-venerdì ore 9.30-18.30), realizzato dal DiSPaC dell’Università di Salerno presso la sede della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio di Salerno ed Avellino, nell’ambito delle attività promosse dal distretto DATABENC. Ad accogliere gli spettatori, una cartografia tematica georeferenziata interattiva che consente l’individuazione del ricco patrimonio monumentale, classificato per categorie tipologiche (chiese, monasteri, palazzi nobiliari) nonché la lettura di specifiche schede illustrative e la consultazione di immagini fotografiche relative ai diversi beni. 

La stessa cartografia, riprodotta in dimensioni macro, costituisce lo scenario di supporto al cuore pulsante della Mostra costituito dacento scatti inediti realizzati dall’occhio attento e sensibile del fotografo Ciro Fundarò, recentemente scomparso, che, con il suo lavoro, ha riportato alla luce la straordinaria bellezza del paesaggio urbano.  Oltre ai dettagli visualizzati sulle cartografie, che rappresentano il cardine dell’esposizione, e agli scatti di Fundarò, una sezione della Mostra è stata dedicata, infine, ai lavori di restauro del Duomo diretti e documentati dall’ingegnere salernitano Michele De Angelis negli anni Trenta del secolo scorso. 

Visitabili fino al 28 febbraio sono anche le installazioni multimediali allestite presso Palazzo Fruscione e San Pietro a Corte (da martedì a domenica ore 10.00-18.00).  Le due installazioni rientrano in una imponente strategia di valorizzazione del complesso monumentale di San Pietro a Corte, fortemente voluta dalla Soprintendenza. 

Insieme alla Soprintendenza, con la quale abbiamo stretto rapporti di collaborazione molti ampi che riguardano anche le Scuole e l’alternanza Scuola-lavoro, siamo molto soddisfatti – afferma la prof.ssa Mariagiovanna Riitano, Direttore del Dipartimento di Scienze del Patrimonio culturale – del rilevante successo che il progetto nel suo complesso ha riscosso non solo tra i salernitani, ma anche tra visitatori arrivati da altre regioni d’Italia e dall’estero. Questo ha permesso di far conoscere ed apprezzare l’importante e spesso sconosciuto patrimonio artistico e culturale della nostra città. La Mostra a Palazzo Ruggi d’Aragona, “Salerno in particolare – Immagini del centro storico” è stata visitata da circa 1500 persone; mentre a Palazzo Fruscione e a San Pietro a Corte, dove sono allestite le installazioni multimediali, sono stati registrati complessivamente circa 9.000 visitatori. Il Museo virtuale della Scuola Medica Salernitana ha ospitato circa 1100 persone. L’affluenza è stata elevata soprattutto nel periodo natalizio, anche grazie alla felice concomitanza con le Luci d’Artista; il picco di presenze si è avuto il 1° gennaio.  La Mostra è stata apprezzata da moltissimi studenti e da oltre cinquecento visitatori, per lo più residenti nel comune di Salerno, benché non siano mancati utenti provenienti da altre regioni (principalmente da Lombardia, Emilia Romagna e Lazio) e da alcuni paesi stranieri. Tantissime le scolaresche che hanno anche partecipato, con interesse ed entusiasmo, sempre a Palazzo Ruggi d’Aragona, al ciclo di conversazioni dal titolo “La Bellezza dei secoli a Salerno” che ha ripercorso la storia e l’arte della città, dall’età antica a quella contemporanea”.

Proprio agli studenti delle Scuole Secondarie Superiori del territorio salernitano, infine, è stato dedicato il Concorso fotografico “Salerno in particolare. Nuovi sguardi sul Centro storico”, a cui le diverse classi potranno partecipare fino al 28 febbraio prossimo (regolamento completo sul sito www.databenc.it).  Il Concorso ha l’obiettivo di promuovere la conoscenza del ricco e stratificato patrimonio culturale del Centro antico di Salerno attraverso l’utilizzo del linguaggio fotografico.  A partire dai 56 particolari di portali, pavimentazioni, finestre fotografati da Ciro Fundarò ed esposti nella Mostra senza riferimento alla loro specifica collocazione all’interno del Centro storico, le classi che parteciperanno al Concorso dovranno riconoscere e indicare, tramite GPS, l’esatto posizionamento dei particolari e realizzare nuovi scatti fotografici relativi aa alcuni dei particolari in questione, facendo riferimento ai loro specifici contesti di appartenenza.

La premiazione si svolgerà nella prima metà del mese di Marzo, nel corso di un evento in occasione del quale verrà anche presentato il Catalogo della Mostra. 

Gli studenti della classe vincitrice saranno premiati con un viaggio a Firenze, oltre a ricevere una copia del catalogo della Mostra e un attestato di partecipazione al Concorso. 

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