Fase 2, linee guida, i Sindaci della Costiera: molte aziende non riapriranno così.

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La Conferenza dei Sindaci della Costa d’Amalfi, riunitasi ieri in collegamento video, si è confrontata in merito al documento tecnico per la ipotesi di gestione della “fase 2”, relativamente al settore della ristorazione attraverso il quale l’INAIL, in collaborazione con l’ISS, fornisce al Governo una serie di raccomandazioni riguardo le misure di contenimento del coronavirus.

«I Sindaci dei Comuni della Costiera – dice il Presidente Giovanni Di Martino – hanno visionato il documento con il quale si ipotizza di ridisegnare i layout dei locali adibiti alla ristorazione in applicazione delle misure contenitive del contagio da SARS-CoV-2, fermo restando che le sedute dovranno essere disposte in maniera tale da garantire un distanziamento adeguato fra i clienti con l’obiettivo di tutelare la salute dei lavoratori e dell’utenza. Chiedono, pertanto, al Presidente della Regione Campania, On. Vincenzo De Luca, di tenere conto, nella definizione dei criteri per la fase 2, delle particolari ed uniche condizioni di natura orografica della Costiera Amalfitana dove gli spazi esistenti non possono essere equiparati a quelli delle città o di altre zone del territorio della Regione, essendo i paesi della Divina sviluppati “in verticale”. Inoltre, la Conferenza ha affrontato la problematica degli stabilimenti balneari e delle spiagge libere, evidenziando che le attuali linee guida precludono la possibilità di apertura per numerose strutture».

La Costiera Amalfitana, tra le località trainanti del turismo regionale e nazionale, rischia di essere fortemente penalizzata dall’adozione di criteri incompatibili con le caratteristiche della stragrande maggioranza delle aziende operanti sul territorio, mettendo a rischio le riaperture, con conseguenze negative non solo in termini di produttività ed occupazione ma anche sul piano sociale.

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