Carta dei Sentieri dei Monti Lattari, aggiunto anche il Sentiero dei Limoni di Minori.

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” Oltre 530 km di sentieri riprogettati, digitalizzati e trasferiti in mappa. L’Ente Parco dei Monti Lattari ha approntato il manuale di riferimento per gli appassionati di escursionismo. Per ogni sentiero sono presenti indicazioni sulla difficoltà, sulla durata e sul dislivello, con annesso l’elenco dei siti di arrampicata sportiva o di alpinismo classico e delle principali grotte della catena montuosa. La rete dei sentieri dei Monti Lattari che attraversano e collegano la Penisola Sorrentina e la Costiera Amalfitana è espressa ora anche in forma digitale”. Lo ha annunciato Tristano dello Ioio, Presidente dell’Ente Parco dei Monti Lattari.

 

“Questa è la novità introdotta nella nuova carta dei Sentieri dei Monti Lattari, che include anche i sentieri dell’isola di Capri. Fare rete è fondamentale – ha continuato Dello Ioio – per dare impulso allo sviluppo dell’economia e del turismo sui territori. Nella carta dei Sentieri sono presenti anche la mappatura delle antiche neviere (i “fossi della neve”) e lo studio dei toponimi e microtoponimi delle zone montuose, con il ripristino, in alcuni casi, anche degli antichi toponimi dialettali “preunitari”. Monti Lattari e Costiera Amalfitana area Green dell’Italia”.  Una grande operazione che vedrà insieme borghi collinari, montagna e Costiera.

 

Il Sentiero degli Dei ma anche il Sentiero dei Limoni a Minori.

“Arriva dunque un’altra grande notizia per la Costiera Amalfitana e per i tanti turisti italiani e stranieri che vogliono scegliere la Costiera come meta turistica anche al di fuori della stagione balneare. Quanti sanno che soltanto ad un’ora di cammino da Amalfi abbiamo cascate con ambienti freschi anche d’Estate. Si tratta della Valle delle Ferriere dove è possibile ammirare la felce gigante Woodwardia radicans individuata per la prima volta dal botanico Pier Antonio Micheli nel 1710. Si tratta di una testimonianza rarissima in Italia della flora preglaciale, che solo qui e in aree come il Vallone Porto di Positano, ha potuto veder soddisfatte le proprie esigenze di umidità. All’interno del Sentiero degli Dei, meta ambita da tanti appassionati di cammino lento – ha proseguito Ferraioli – è possibile ammirare la Valle delle Ferriere, un percorso che inizia da Agerola e lungo il quale si visitano le antiche cartiere di Amalfi ed anche la Centrale Idroelettrica. Non c’è solo il Sentiero degli Dei. In Costiera abbiamo il Sentiero dei Limoni a Minori che dura semplicemente un’ora. Prima che venisse costruita in epoca borbonica la SS 163 Amalfitana, da molti definita una delle più belle, tutti i paesi della Costiera Amalfitana erano collegati tra di loro da sentieri di montagna e mulattiere. Ecco queste stradine rappresentano le prime vie di comunicazione, ora visitabili come musei.   Seguendo il Sentiero dei Limoni c’è la grande opportunità di attraversare il pittoresco villaggio di Torre con la splendida chiesa di San Michele Arcangelo risalente al X secolo. Un villaggio caratterizzato da abitazioni sparse circondate da giardini di limoni. In questa zona fino a qualche decennio fa era attivo il più grande fondo di limoni della Costa d’Amalfi, la produzione veniva venduta per la maggior parte all’estero e coinvolgeva un numero consistente di famiglie residenti. L’importanza di Torre come zona votata alla produzione di limoni è testimoniata anche da un documento del 1628, nel quale si legge come i frutti più frequenti del suo territorio sono limoni e limoncelli, dei quali caricano le barche per Roma; questi frutti nascono particolarmente nel luogo detto Torre. La coltivazione del limone ha di conseguenza modificato l’aspetto stesso del territorio, caratterizzato dai tipici terrazzamenti con i muri a secco (le famose macerine) e dai canali artificiali di irrigazione. Le strette stradine che si ramificano lungo quella principale conducono al convento di S. Nicola a Forcella e al campanile dell’Annunziata, nell’omonima località. Il Limone “Costa d’Amalfi” oggi è IGP, prodotto simbolo del territorio costiero forse già dal ‘500. Il Sentiero offre un viaggio nei profumi ed in compagnia dei colori meravigliosi dei limoni andando da Maiori a Minori o anche viceversa immergendosi nella macchia mediterranea con ulivi, viti e terrazzamenti di “sfusato amalfitano” magari incrociando i simpatici contadini durante la raccolta. Dalla piazzetta di Torre inizia poi una piacevole discesa verso Minori con lunghe scalinate, casette bianche, limoneti e cortili. Al belvedere della pianta di mirto in un solo colpo d’occhio si domina tutto il paese di Minori con l’imponente Basilica di Santa Trofimena ed il suo campanile, la spiaggia, Torre Paradiso, Ravello, le montagne di Scala ed Agerola e, più in lontananza, Amalfi ed Atrani. Altri pochi scalini e si giunge nel centro storico di Minori, la Città del Gusto della Costiera Amalfitana, patria della pasta artigianale.

Non solo Sentiero degli Dei e Sentiero dei Limoni ma anche il cammino che da Massa Lubrense conduce a Punta Campanella. Il sentiero parte da Termini , l’ultima località abitata verso occidente della penisola Sorrentina.

Punta Campanella, è Area Naturale Marina Protetta ed è l’estrema punta della Penisola Sorrentina.  Il promontorio definito dai greci con il nome di Ateneo perché è in questo posto che Ulisse avrebbe incontrato le sirene ed avrebbe fatto edificare, in onore della dea Atena, un tempio per averlo protetto durante il viaggio. Dunque leggende, miti, storia. Su questo promontorio, nel 1335 Roberto d’Angiò fece costruire la Torre di Minerva che sarebbe servita per avvistare le navi dei pirati. Secondo una leggenda una nave saracena fece cadere in mare la campana rubata alla Basilica di Sant’Antonio a Sorrento ed ogni 14 Febbraio, nel giorno della festa del Santo patrono, la campana suonerebbe dal profondo del mare. Da questo episodio il nome di Punta Campanella.

 

Lungo il Sentiero di Punta Campanella si possono ammirare meravigliosi scorci di panorami. Il percorso è pianeggiante e giungere alla punta è molto semplice.  Lungo il cammino si possono apprezzare piccoli orti, uliveti e il mare.

Se invece si vuole intraprendere il percorso un pochino più impegnativo arrivati ad un bivio basta seguire le indicazioni che portano alla cima del Monte San Costanzo, dove ci sono i resti di un antico eremo. Una Costiera da vivere in Estate, in Autunno, in Inverno ed in Primavera. Una Costiera da vivere sempre!”.

 

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